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L’App che ci racconta com’eravamo e come saremo, a tutte le età

Che aspetto avremo tra vent’anni? Com’eravamo da bambini? Ce lo dice un'app.

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L’App che ci racconta com’eravamo e come saremo, a tutte le età

«Telefonami tra vent’anni» cantava Lucio Dalla nel 1981, perché in quel momento no, non poteva rispondere, mentre vent’anni dopo, nel  2000 avrebbe saputo di certo cosa dire. Forse grazie a quella «barba più bianca», che già s’immaginava avrebbe portato, insieme «agli occhiali da sole e al cuore nella borsa».

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Lucio Dalla

Intuizioni da poeta – direte voi – che sa guardare avanti a sé con il solo aiuto della fantasia, ma noi comuni mortali, riusciamo a figurarci che faccia avremo nel selfie del 2038? A quali risorse possiamo rivolgerci? Alla tecnologia, ovviamente, che oggi grazie alle reti neurali, può letteralmente ‘cambiarci i connotati’. Senza bisogno di ricorrere ai mille, complicati trucchi di Photoshop.

Basta un’app scaricabile sul proprio smartphone ed eccoci là, con le rughe e i capelli d’argento. Niente di scientifico, per carità; solo un gioco, divertente però, e gratuito. Perché non provare?

Un’App dalle mille funzionalità

L’applicazione si chiama appropriatamente FaceApp, è disponibile per piattaforma iOS e Android, ed è gratuita. Una volta scaricata, basta farsi un selfie e poi provare con uno dei sei filtri disponibili. La nuova tecnologia, infatti, non consente solo di invecchiarci, ma anche di ringiovanire, fino a quando eravamo bambini.

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E poi di conoscere come sarebbe il nostro aspetto se fossimo nati di sesso diverso. Il filtro ‘femmina’ per aggiunge trucco e parrucco, e opera un virtuale cambio di genere; il filtro ‘maschio’, naturalmente, funziona all’opposto.

E poi c’è ‘bellezza’, che ci fa un lifting leggero oppure un intervento chirurgico a colpi di bisturi, in maniera un tantino più ‘invasiva’.

E, infine, il più originale di tutti, a nostro avviso: si chiama “sorriso” e consente di modificare l’espressione in quel selfie in cui proprio non abbiamo avuto il tempo o la voglia di sorridere.

Non è il nostro vero sorriso, come dicevamo, non c’è nessuna pretesa di ‘realtà’, però l’effetto è ‘realistico’ e saprà sorprendervi.

Una strepitosa tecnologia

Grazie alle reti neurali artificiali, ovvero quei modelli matematici che s’ispirano alle reti neurali biologiche, quelle – per intenderci – che consentono al nostro cervello di ragionare, riconoscere immagini e suoni, apprendere e agire. Questi modelli vengono utilizzati nell’ambito dell’intelligenza artificiale e del machine learning e vengono impiegati per risolvere problemi ingegneristici di natura informatica, elettronica, di simulazione e via dicendo.

appUna rete neurale artificiale è addestrata ad ‘acquisire informazioni‘, come fa il cervello umano, e a “ragionare” sulla base dell’esperienza, così quando le viene posto un problema di ingegneria “sa risolverlo”.

Il riconoscimento facciale

Per restare in tema ‘volto‘ e capire qualcosa di più su ciò che le reti neurali e gli algoritmi intelligenti possono produrre in quest’ambito, eccovi l’esempio di un utilizzo pratico e – pare – imminente.

Grazie all’intelligenza artificiale – nella quale stanno investendo miliardi le aziende di telefonia, come Apple e Samsung – è possibile sbloccare un device in totale sicurezza, applicando il riconoscimento facciale. Il software inquadra la persona, ne mappa il volto determinando la distanza che intercorre tra i vari punti del viso, trasforma questi punti in coordinate che contengono informazioni sul volto di quella persona specifica, le confronta con i dati già immagazzinati di altri tipi di facce, ‘capisce’ chi ha di fronte e decide se è l’individuo giusto cui consentire l’accesso.

Fantascienza? Tutt’altro. Il sistema è destinato a sostituire sui prossimi smartphone il lettore per le impronte digitali.

Tutte le applicazioni che si collocano nell’orbita dell’intelligenza artificiale – come la divertentissima FaceApp – rendono un dispositivo o un software in grado di compiere azioni comunemente distintive dell’intelligenza umana, oltre alla capacità di muoversi autonomamente e movimentare degli oggetti.

Altro che connotati, gli algoritmi informatici ci cambieranno la vita. Anzi, a quanto pare lo stanno già facendo.



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