menu
| 306 views
| 5 min

Guidare l’auto grazie ai cinque sensi

Lettura dell’iride, suono della voce, impronte digitali. La biometrica al servizio della guida e della sicurezza.

| 5 min
Guidare l’auto grazie ai cinque sensi

L’industria automobilistica mondiale si sta attrezzando per migliorare la vita dei suoi clienti, cioè della gran parte di noi, in un futuro più che prossimo. L’automobile, infatti, sarà da un lato particolarmente rispettosa dell’ambiente grazie all’utilizzo di carburanti ed energie alternative sempre più green (secondo Bloomberg New Energy Finance, le auto elettriche nel 2040 rappresenteranno un terzo del totale).

Dall’altro, sarà più confortevole per chi la guida, perché dotata di una serie di sistemi di assistenza che solleveranno da piccole e grandi incombenze (parcheggiare, per esempio), metteranno al riparo da dimenticanze (“dove ho messo le chiavi? dove ho lasciato l’auto ieri sera?”), salveranno “letteralmente” la vita (allarmi-sveglia, frenata assistita).

Evoluzioni tecnologiche già in programma che inducono a prevedere entro breve una guida sostanzialmente autonoma. E tutto questo grazie alla biometrica.

auto

Biometrica: breve storia della scienza che coniuga “vita” e “misura”

Nel 1858 un dipendente del servizio civile indiano registrò per la prima volta i tratti del palmo della mano per distinguere i lavoratori e assegnare a ciascuno la giusta paga, inaugurando, di fatto, la biometrica ovvero l’utilizzo di parametri fisici per identificare in modo univoco una persona. Bisognerà attendere circa un secolo per arrivare ai primi modelli di riconoscimento facciale e vocale, e il 1994 per lo scanner dell’iride.

Nel 2013 Apple ha messo questa scienza e le sue applicazioni alla portata di tutti, inserendo nel tasto “Home” dell’iPhone 5S la “finger recognition”; da quel momento tutti gli smartphone, così come i sistemi di pagamento, per esempio, hanno utilizzato sempre di più i sistemi biometrici, il cui comparto industriale ha conosciuto una crescita annuale del 15%.

auto

I sistemi biometrici di riconoscimento e la loro finalità

Il più utilizzato finora è il sistema legato alle impronte digitali, ma molto interessanti sono anche quello vocale, la mappatura del volto, la geografia della mano, lo scanner dell’iride e il sistema venoso.

Tra gli scopi delle diverse applicazioni quello di aiutare gli utenti a risolvere un grande problema: memorizzare, ricordare e digitare i tanti fastidiosi codici numerici che scandiscono la vita contemporanea.

I risultati sono così soddisfacenti che anche le case automobilistiche hanno deciso di investire nel comparto, come dimostrato dai brand più significativi nell’ultima edizione del Consumer Electric Show di Las Vegas, dove non si parla di astronavi, ma di elettronica di consumo, quella che in teoria già usiamo, o potremmo usare, quotidianamente.

Obiettivi a brevissimo termine 

Ecco dunque un minivan elettrico e a guida autonoma che identifica il proprietario appena sale in auto e adegua luci, mappe, musica d’intrattenimento al suo profilo.

Un motore che per accendersi sfrutta le impronte digitali del guidatore, consentendogli di dimenticare a casa le chiavi.

Una telecamera stereoscopica esterna che riconosce chi si avvicina e apre la portiera solo a chi è autorizzato.

Uno scanner interno montato su specchietto retrovisore e parabrezza che cattura lo sguardo dell’autista attraverso l’identificazione dell’iride e fa partire la vettura, rendendola al contrario inaccessibile a chi non corrisponde ai “dati giusti”.

auto

Protezione e sicurezza

Come si può capire, la biometrica interessa innanzitutto la sicurezza, perché protegge la proprietà privata, impedendo a un ladro di rubare l’auto, ma si oppone anche al rischio d’incidenti dovuti al sonno o alla distrazione.

Alcuni sistemi, infatti, saranno destinati a monitorare costantemente il guidatore per captare da un luccichio negli occhi o da un certo battito di ciglia un suo calo di attenzione, e avvisarlo che sta per mettere in pericolo la sua incolumità.

Certo si tratta di soluzioni ancora molto costose per essere applicate sui modelli in commercio, ma il futuro è alle porte.

Basti pensare al nuovo modello della Tesla, in consegna nella seconda metà del 2017: oltre a essere interamente elettrica, a ricaricarsi in 30 minuti, ad avere un’autonomia di 500 km, costa tra i 30 e i 37 mila euro, come una berlina normale, ed è dotata di un pilota automatico, quasi fosse un aereo di linea o una nave.



Argomenti più letti

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi promozionali in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner o cliccando su qualunque altro elemento della pagina, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.