Oops! It appears that you have disabled your Javascript. In order for you to see this page as it is meant to appear, we ask that you please re-enable your Javascript!
menu
| 1125 views
| 7 min

Tutti i numeri della nostra vista: la prescrizione per le nostre lenti correttive

La ricetta per i nostri nuovi occhiali contiene simboli e numeri. Cosa significano?

| 7 min
Tutti i numeri della nostra vista: la prescrizione per le nostre lenti correttive

Dopo una visita accurata, l’oculista compila una prescrizione nella quale sono indicati i difetti visivi riscontrati e il tipo di correzione necessaria perché i nostri occhiali o le nostre lenti a contatto siano perfette per noi. Naturalmente questa ricetta è scritta con un linguaggio per addetti ai lavori, che in fondo non è poi così complicato da leggere. Proviamoci insieme.

Non esiste un unico modello di “prescrizione oculistica”; le indicazioni base, tuttavia, sono sempre le stesse: generalmente il foglio è diviso in due parti: una per ciascun occhio. Ogni parte poi contiene un semicerchio e una tabella.

Decifrare la tabella

La tabella è caratterizzata da righe diverse a seconda della “distanza”, che può essere da lontano (L), da vicino (V), o permanenza (P). Il significato delle prime due è intuitivo, l’ultima definizione fa riferimento a una correzione che deve essere sempre prescritta, a qualsiasi distanza, e in genere riporta gli stessi dati della riga. Ciascuna riga comprende delle caselle denominate “sfera”, o SF, “cilindro” o CIL, “asse”.

Qualche esempio pratico può aiutare a orientarsi in tutte queste sigle.

  1. Se sulla riga L (in alcuni casi indicata anche “per distanza”), nella casella SF compare una cifra preceduta dal segno “meno”, significa che l’occhio esaminato è miope; se la cifra è preceduta dal segno “più”, è ipermetrope; se la casella è vuota o la cifra è 0, è emmetrope, cioè privo di difetti.
  2. Se sulla riga L, nella casella CIL (abbreviazione di cilindro) compare un numero, il paziente è astigmatico: la cifra sarà probabilmente la stessa di quella indicata nella casella SF, ma ciò che conta è il segno: se i segni sono entrambi negativi si tratta di un astigmatismo miopico; se sono entrambi positivi di un astigmatismo ipermetrico, se sono diversi, di un astigmatismo misto.
  3. Se la casella CIL è occupata da un numero, lo sarà anche la casella “asse”, con una cifra che va da 0 a 180. Sono i gradi d’orientamento che deve avere la lente per svolgere la sua funzione correttiva: una lente con gradazione corretta, ma mal posizionata, non corregge l’astigmatismo.

lenti

Vale forse la pena sottolineare che il termine “cilindro” indica la curvatura irregolare della cornea: mentre la cornea dell’occhio sano ha una forma sferica, la cornea di un occhio astigmatico ha una forma più allungata, più simile a quella di una palla da rugby. Per questo all’ottico non basta la segnalazione delle diottrie per confezionare la lente giusta, ha bisogno dell’asse del cilindro, ovvero della curvatura della cornea. Le lenti curve utilizzate per l’astigmatismo si chiamano “toriche”.

Si procede nello stesso modo per i due occhi, e i valori tra destro e sinistro possono differire anche di parecchio. Ma che cosa sono questi valori? Sono diottrie, unità di misura apposita da non confondere con i decimi della vista. Indicano la gradazione che deve avere la lente per correggere il difetto: più la cifra è alta, più grave è il difetto.

E se si è affetti da presbiopia?

  1. Sulla riga V, nella casella SF compare un numero sempre preceduto dal segno “più”, identico in genere per i due occhi.
  2. Se sulla prescrizione compare il segno ADD, significa che, a un’eventuale correzione per la vista da lontano, caratterizzata come abbiamo visto da segno “meno”, devono essere sommate delle diottrie positive. Se da lontano si ha -3,00 (si è cioè miopi di 3 diottrie) e l’addizione è 1,50, la lente adatta per la presbiopia è -1,50. Se da lontano si ha +3,00 (si è ipermetropi di 3 diottrie) e l’addizione è 1,50, la lente adatta per presbiopia è +4,50.

Cosa rappresentano i semicerchi

lentiPerché l’ottico abbia a disposizione un’indicazione il più possibile chiara e accurata delle lenti che servono al paziente, viene compilata anche la parte della prescrizione caratterizzata dai due semicerchi, sempre differenziati per “occhio destro”, o OD, e “occhio sinistro”, OS. Lo scopo è quello di rappresentare anche “graficamente” i gradi necessari al posizionamento delle lenti per astigmatici.

Accanto al semicerchio dell’occhio sinistro troviamo la dicitura TABO e INT (internazionale): si tratta di due sistemi di misurazione, il secondo è usato solo in Italia e parte della Svizzera e della Francia, il primo è usato in tutto il mondo e presenta il valore 0 sul lato destro del semicerchio (come quello dell’occhio destro).

La distanza interpupillare

Nella parte finale della prescrizione, prima delle eventuali note, si trova in genere la distanza interpupillare, in mm: un valore che non cambia negli adulti e che è fondamentale. Serve, infatti, per centrare perfettamente le lenti oftalmiche. Il centro ottico della lente deve coincidere con il foro d’entrata dei raggi luminosi, cioè con la pupilla oculare. Nel montare le lenti sulla montatura, l’ottico rispetta questa distanza tra i centri ottici delle lenti.

Prescrizione per lenti a contatto

lentiI gradi degli occhiali non sempre corrispondono a quelli delle lenti a contatto. Questo perché con queste ultime la distanza tra l’occhio e la protesi è uguale 0. Le diottrie delle LAC dunque per i miopi saranno inferiori a quelle delle lenti per occhiali, per gli ipermetropi superiori.

La prescrizione potrà recare poi altre indicazioni come:

  • la curva base (BC) che è determinata dalla forma della cornea e misura la curvatura della superficie posteriore della lente;
  • il diametro (DIA) che specifica la dimensione complessiva della lente adatta a quell’occhio specifico;
  • il materiale, perché a ogni materiale corrisponde una diversa permeabilità all’ossigeno.

A proposito della curvatura del cilindro per gli astigmatici, va ricordato che per le lenti a contatto il sistema di misurazione usato è il TABO.



Argomenti più letti

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi promozionali in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner o cliccando su qualunque altro elemento della pagina, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.